Per un nuovo curriculum

La nuova educazione linguistica non è davvero facilona o pigra. Essa, assai più della vecchia, richiede attenzioni e conoscenze sia negli alunni sia negli insegnanti. Questi ultimi in particolare, in vecchie prospettive in cui si trattava di controllare soltanto il grado di imitazione e di capacità ripetitiva di certe norme e regole cristallizzate, potevano contentarsi di una conoscenza sommaria di tali norme (regole ortografiche, regole del libro di grammatica usato dai ragazzi) e di molto (e sempre prezioso) buon senso, che riscattava tanti difetti delle metodologie.

Guardatequestimodi di insegnare la lingua.

Ilmetododiretto è un metodochefauso di formeorali e naturali. Si basasuunessereattivamentecoinvoltinellasciareche lo studente di parlare e ascoltare la lingua nellesituazioniquotidiane. Lo studente è in grado di afferrare la strutturadellagrammatica e costruireilsuovocabolario. Il più magroimpara a pensarenella lingua di destinazione e non si traduce. Eglivede e ascolta la lingua prima di metterlogiù per iscritto.

Nelmetodo di traduzionegrammaticale, ilprocessosibasasull’analisidella lingua scritta. Questofausodegliesercizi di traduzione. Uno usa le comprensioni di letturaedusal’imitazionedeitestichesonoscritti. Glistudentiimparano le regolegrammaticali e memorizzano la listadeivocaboli.

Nelmetodo audio-lingua è un’abilità circa l’auto-insegnamento. Questometodosibasasulripetereidialoghi e le frasichevengonoutilizzatinella vita quotidiana. Lo studente è fatto per ripeterli e la lettura e la scritturasibasasuquesto.

Trova qui su come sipuòinsegnare la linguistica e la grammaticameglio.

Non c’è dubbio che seguire i principi dell’educazione linguistica democratica comporta un salto di qualità e quantità in fatto di conoscenze sul linguaggio e sull’educazione. In una prospettiva futura e ottimale che preveda la formazione di insegnanti attraverso un curriculum universitario e postuniversitario adeguato alle esigenze di una società democratica, nel bagaglio dei futuri docenti dovranno entrare competenze finora considerate riservate agli specialisti e staccate l’una dall’altra. Si tratterà allora di integrare nella loro complessiva formazione competenze sul linguaggio e le lingue (di ordine teorico, sociologico, psicologico e storico) e competenze sui processi educativi e le tecniche didattiche. L’obiettivo ultimo, per questa parte, è quello di dare agli insegnanti una consapevolezza critica e creativa delle esigenze che la vita scolastica pone e degli strumenti con cui ad esse rispondere.

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